Ecco, qui, in questo momento…

sto provando a cercare dentro di me le parole giuste per descrivere questo mio pezzo di vita, di sicuro uno tra i più importanti.

Non so tu, ma io sono sempre stata molto “figlia del mondo“

Ho sempre sentito la necessità di viaggiare, di assaporare cibi diversi, di respirare un’altra aria, di avere l’opportunità di osservare da altre angolazioni… fondamentalmente: di vivere!

Dopo i miei 4 anni (qualcosina in più qualcosina in meno) vissuti all’estero, sono tornata in Italia.

Ho deciso di stabilirmi qui per un po’, ma come avevo già fatto negli anni passati, ho subito cercato qualcosa che mi prendesse l’anima, che mi desse quella motivazione in grado di far fuoriuscire la vera Vale, la mia vera essenza.

Mi è sempre piaciuto provare nuove avventure, curiosa come una bambina di sapere e di conoscere.

Una persona che stimo molto diceva: ”Sii curioso come un bambino, ma pianifica come un adulto.”

E a riguardo, posso confermare che la curiosità c’è, come la pianificazione.

Ecco, qui, in questo momento…

sto provando a cercare dentro di me le parole giuste per descrivere questo mio pezzo di vita, di sicuro uno tra i più importanti.

Non so tu, ma io sono sempre stata molto “figlia del mondo“

Ho sempre sentito la necessità di viaggiare, di assaporare cibi diversi, di respirare un’altra aria, di avere l’opportunità di osservare da altre angolazioni… fondamentalmente: di vivere!

Dopo i miei 4 anni (qualcosina in più qualcosina in meno) vissuti all’estero, sono tornata in Italia.

Ho deciso di stabilirmi qui per un po’, ma come avevo già fatto negli anni passati, ho subito cercato qualcosa che mi prendesse l’anima, che mi desse quella motivazione in grado di far fuoriuscire la vera Vale, la mia vera essenza.

Mi è sempre piaciuto provare nuove avventure, curiosa come una bambina di sapere e di conoscere.

Una persona che stimo molto diceva: ”Sii curioso come un bambino, ma pianifica come un adulto.”

E a riguardo, posso confermare che la curiosità c’è, come la pianificazione.

Tornai dal mio ultimo viaggio in una calda giornata di agosto, dopo aver trascorso quell’ultimo anno in Australia, decisi di fermarmi per tre mesi in Asia. Così, girai da nord a sud la Thailandia.

Ero sola, con un trolley che pesava 25 kg, più grande di me viste le dimensioni, con un super zaino sulla schiena.. immagina quante cose dalle quali non mi volevo assolutamente separare, da riportare a casa dopo tutto quel tempo trascorso viaggiando..

Il viaggio in Thailandia è stato molto profondo, in solitaria, ho preso molti treni in notturna, bus un po’ sgangherati con sedili poco stabili, un po’ scomodi, ma alla fine apprezzati.. perché lì si apprezza tutto.

Una sera presi un treno da Krabi, che avrebbe dovuto portarmi a Chiang Mai. Mi sarei addentrata per due settimane nella giungla della Thailandia del nord.

Nel sedile di fronte al mio c’era questa signora giapponese. Avrà avuto all’incirca una cinquantina d’anni. Io stavo leggendo un libro del Dalai Lama, L’arte della compassione.

Improvvisamente, la signora mi chiese da dove provenissi. Risposi che ero italiana.

Un po’ sorpresa dalla mia giovane età, mi chiese quanti anni avevo. Al tempo ne avevo appena compiuti 22. Lei ne rimane impressionata.

Iniziò a raccontarmi di sua figlia, che era poco più giovane di me; prese a farmi un sacco di domande, cosa mi aveva spinta ad andare proprio in quei luoghi da sola, mi chiese se non avessi paura a girare senza compagnia, se i miei genitori fossero in ansia per me…

Io risposi a tutto, con serenità, spiegando che sì, probabilmente i miei erano un po’ preoccupati, ma che immaginavo questo faccia parte dell’essere genitori. Le raccontai che, certo, anche io vivevo a volte momenti di vera malinconia, perché mi mancava la mia famiglia, mi mancava un abbraccio, mi mancava il condividere le cose che mi succedevano con le persone che più amavo.

A volte scoppiavo a piangere, rannicchiandomi nel netto di una stanza, guardando un film al computer.

Nei momenti in assoluto più tristi, ti confesso questa cosa, seduta nel letto, immaginavo come sarebbe stato vedere entrare mio padre, mia madre o mia sorella dalla porta della stanza in cui pernottavo.. abbracciandomi e dicendomi che erano venuti per farmi una sorpresa. E immaginando quella scena fissavo la porta, e sapendo che non sarebbe mai successo, scoppiavo in lacrime.

Perchè sì.. viaggiare ha moltissime cose positive.. è un’emozione grande, ma ti porta anche a crescere.

Ti porta a vivere situazioni scomode, non intese come la mancanza di lusso e comfort, ma situazioni o dinamiche che forse a 18 o a 20 anni non ti troveresti mai ad affrontare se fossi a casa con mamma e papà… e perché non dirlo, sì, a volte ci sono anche momenti di paura.

Viaggiare ti porta a conoscere il tuo vero “IO”.

Perché ho viaggiato da sola?

Beh, ragazza, la risposta è una e una soltanto: perché ho sempre legato con spiriti liberi, persone che mi hanno insegnato a vivere i momenti più belli senza nessun tipo di influenza da parte degli altri, persone d’animo puro.

Di conseguenza, con questo tipo di persone non puoi programmare qualcosa. Sei consapevole che sei tu, e che puoi semplicemente ringraziare il fatto che il flusso vi abbia fatto incontrare e condividere momenti speciali.

C’era anche il fatto di voler partire quando mi andava, senza aspettare o dar conto a nessun altro.

Viaggiare da sola sì, a volte ti fa sentire molto sola, altre volte pensi che l’aiuto di un altro farebbe comodo. Ma viaggiare da sola non ha eguali, è impagabile. Diventa un’esperienza di vita TUTTA tua, SOLO tua, nei vantaggi e negli svantaggi.

Tornata in Italia, mio padre mi chiese se mi andava di iscrivermi in palestra con lui.

Così da spendere più tempo possibile insieme, per recuperare tutto il tempo passato in viaggio. Morivo dalla voglia di stare con la mia famiglia, quindi accettai.

Ho sempre amato lo sport, fin da piccola ho praticato moltissime discipline, come il nuoto, la pallavolo e il tennis. Ho fatto anche danza e hip hop. Come per i viaggi, anche in questo caso, prevaleva la voglia di praticare più cose, di darmi modo di conoscere e di aprire il mio cuore a più discipline. Infatti, nel frattempo prendevo lezioni di chitarra e pianoforte!

Iniziai a lavorare in palestra in Italia, dopo studi e studi. Mi appassionavo sempre di più, e ancor di più mi appassionava capire come l’allenamento fosse così unito alla psicologia.

Nei piccoli paesi di provincia è difficile far capire certi concetti, la competitività e l’invidia in questo campo non mancano.

Dopo un periodo un po’ buio, mi dissi:

 

Vale, hai una sola cavolo di vita.. queste persone ti devono qualcosa? No.

Vuoi essere libera di esprimere la tua professione e la tua persona come desideri? Si.

Sei pronta a prenderti delle responsabilità? Sì. Pur di vivere secondo i miei termini.

Così, mi lancia a capofitto in una nuova avventura, e diedi il via alla mia attività:

evolutionVshape!

Mi sono focalizzata sulle donne, perchè le sento, sento le loro energie, leggo i loro stati d’animo e stili di vita attraverso una semplice mail o chiacchierata. Sono donna anch’io e nell’allenamento ho provato determinate cose, ho avuto delle fasi di soddisfazione e delle fasi di sconforto, ho vissuto momenti di rivalsa e di voglia di rinascere.

Le comprendo e le sostengo perchè sì, stiamo parlando di allenamenti, ma il problema vero, che è poi quello che va a intaccare il nostro corpo, è la situazione psicologica, l’ansia, lo stress, gli attacchi di fame, la tiroide che si gonfia, la ritenzione, l’aumento di peso… e tantissime altre cose…

Se vivi in una realtà che ti soddisfa, che ti permette di avere un mindset e uno stile di vista giusto, tutte queste energie negative non intaccherebbero in maniera così forte il tuo corpo! Non ci sarebbe motivo di iniziare una brutale guerra contro noi stesse, con cibi sbagliati e con moltissime altre abitudini scorrette che non giocano proprio a nostro favore.

Ovviamente, c’è anche una parte medica da considerare… ma allora lì, si affrontano altre casistiche.

A ogni modo, il mondo del fitness mi è entrato nel cuore, come mi sono entrate nel cuore tutte le ragazze che seguo, che ho seguito e che continuerò a seguire negli allenamenti e nella cura personale.

Per me EvolutionVshape è un progetto importante, la mission va oltre il business, va oltre tutte le convenzionalità di social, followers e likes.

Per me, ragazza, questo progetto è il senso che ho dato alla mia esistenza.

Ho realizzato che ognuno qui ha qualcosa da fare, da dare o da imparare. Il mio è consapevolizzare, trasmettere il positivo sotto il punto di vista personale, attraverso la cura del nostro corpo, passando prima e in contemporanea per la nostra mente e il nostro cuore.

Sono estremamente convinta che la grande sfida sia diventare tutto ciò che hai la possibilità di diventare.

Non puoi immaginare cosa faccia allo spirito umano la massimizzazione del tuo potenziale, la sua estensione fino al limite più profondo.

È qualcosa che puoi fare, si tratta di concentrarti su te stessa, e ti dirò di più: noi esseri umani cambiamo noi stessi, in genere, per due ragioni. Ispirazione o disperazione.

Fa’ sì che sia la prima a trainare la tua vita, ragazza!

“Abbi cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

Ti abbraccio con il cuore.

Tua,

Valentina

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